InfluencerCos’è l’Influencer Marketing?

07 Novembre 2019

Intervista a Gloria Bassi di Inflooendo

L'Influencer marketing è la capacità di "influenzare", quindi di generare un passaparola strategico che incide in maniera significativa sulla visibilità di un marchio ed è un concetto strettamente legato ai social media, che sono diventati sempre di più unp strumento importante per le aziende.

Capiamo meglio cos’è l’Influencer Marketing insieme a Gloria Bassi di Inflooendo e come può essere integrato in una strategia aziendale.

Che cos'è l'Influencer Marketing?

L’influencer marketing è un nuovo strumento di comunicazione, che sta conquistando sempre più aziende.
L’obiettivo principale è quello di favorire l’awareness, facendo in modo che siano altre fonti a parlare del brand.
Lavora prevalentemente “upper-funnel”, quindi in quella fase dove l’utente è ancora in fase di analisi, ben distante dalla conversione, ma ci possono anche essere casi in cui ci sono particolari promozioni spinte da call-to-action che inviati a un’azione specifica, come l’utilizzo di un coupon di sconto.
In un momento dove tutti puntano alle performance, non è sbagliato ogni tanto guardare indietro e chiedersi chi sono i propri clienti.
Si continua a insistere su profili che già si conoscono, sui top spender, precludendo altre possibilità, insistendo su chi già si conosce e non andando mai alla scoperta di qualcosa di nuovo.
Mentre invece lavorare ancora nella fase di awareness può aiutare a trovare nuove strade, magari anche riuscire a intercettare qualche target a cui non si aveva mai pensato.

Quali tipologie di Influencer possono aiutare le aziende a migliorare le vendite e la Brand Reputation?

L’influencer marketing ha comunque tante sfumature…
Ci sono gli influencer conosciuti, che hanno milioni di fan, che generalmente vengono
ingaggiati per un singolo incarico che assicura grandi numeri.
Ci sono i micro-influencer, cioè utenti con un numero discreto di fan, magari qualche
centinaio; e in questo caso l’azienda ne ingaggia più di uno, lavorando in quantità.
Infine c’è Inflooendo, che lavora in una logica di native advertising sui social, collaborando con community più o meno verticali e anche con grandi editori, come per esempio il gruppo Manzoni e Sport Network.
Inflooendo si occupa di veicolare post Facebook e Instagram su pagine che risultano in target con il prodotto o servizio da sponsorizzare e i cui fan sono potenzialmente interessati.
Vengono realizzati con un tone of voice simpatico, curioso, informativo o emozionale, in grado quindi di dare qualcosa in più all’utente e mantenere la logica native.
L’obiettivo è quello generare brand awareness da parte di fonti autorevoli e community davvero fidelizzate.

Qual è il problema/ostacolo più grande quando ti rapporti con un cliente?

Le campagne di Inflooendo sono veicolate attraverso la sponsorizzazione tradizionale di Facebook, e spesso il cliente non riesce a capire quale sia il vantaggio di Inflooendo rispetto all’adv che potrebbe fare il brand stesso sui social con i propri mezzi.
Il mezzo utilizzato è il social ma la grande differenza sta nel fatto che il post non viene realizzato dalla pagina del cliente, ma da altre fonti attendibili, in target con gli interessi degli utenti, diventando native advertising.

Qual è il problema/ostacolo più grande quando ti rapporti con un fornitore?

I fornitori di Inflooendo sono gli editori, un elemento fondamentale.
Le audience che offre Inflooendo sono anche di nicchia, abbiamo editori specifici, con i quali può succedere di collaborare anche solo un paio di volte all’anno.
In realtà questa non è scarsa collaborazione, ma è attenzione al dettaglio, perchè Inflooendo non vuole essere pubblicità fastidiosa ma si rivolge a un target specifico e davvero interessato, con una comunicazione curiosa, informativa o emozionale, che possa essere quindi davvero interessante e di successo!

Cosa cambieresti nel tuo settore?

Il settore si evolve velocemente, ma a volte credo che possa servire un lieve ritorno alle origini.
Siamo ormai sempre orientati alla performance, abbiamo paura di provare qualcosa di nuovo, perchè per paura che non converta.
Se però ci fissiamo su questo concetto, lavoreremo sempre sullo stesso target, sempre allo stesso modo e non ne verrà mai fuori qualcosa di nuovo.
Per questo trovo che potrebbe essere interessante un “ritorno all’awareness”, ovviamente profilata. Permette di fare dei test, vedere se c’è interesse, comunicando con un pubblico al quale magari non avevamo pensato e che invece potrebbe poi dimostrarsi interessato. Ovviamente essendo qualcosa di nuovo non arriverà subito la conversione perchè il prodotto va prima presentato.
C’è ancora bisogno di fare awareness e bisogna anche poi essere in grado di trasformarla col tempo in qualcosa di concreto. In questo modo credo che un brand possa crescere molto.

Gloria Bassi

Dopo la laurea triennale in pubblicità ho deciso di proseguire il percorso di studi affrontando, nella laurea magistrale, il lato digital del marketing. Lavorare inizialmente come account e ciò mi ha permesso di avere una visione digital a 360° e ho voluto poi approfondire maggiormente il lato adv, e ho lavorato con Google Ads e con il Social Media Marketing. Al momento continuo a coordinare l’adv e mi occupo anche di progetti di Influencer marketing, coordinando le varie campagne. Adoro la parte creativa e credo che la comunicazione sia... Scopri di più >>

Inflooendo

Inflooendo è una piattaforma che veicola contenuti sui social network in modo nativo. A differenza di altre aziende, Inflooendo non collabora con gli influencer, cioè con persone fisiche, ma si affida a pagine facebook o profili Instagram di grandi testate, come ad esempio il gruppo Manzoni. Lavora sia con ampie pagine, generaliste ma di grande risalto, sia con community verticali, anche di nicchia, costituite da fanbase più ristrette ma molto reattive. Vengono realizzati post con immagini o video per influenzare il potenziale consumatore,... Scopri di più >>
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